Stefano

AbbadessaMercanti Architetto

architetura come astrazione

Scrivania
particolare
Interno
Particolare
Interno
particolare
Sauna
particolare

Quando si pensa all’architettura l’immaginario di ciascuno associa ad essa qualcosa di materiale, di fisico; la nostra mente si rivolge a quelle mura che quotidianamente incontriamo con lo sguardo, agli edifici in cui viviamo, dove lavoriamo. Ma forse le cose che prima di tutto ci vengono in mente sono gli edifici monumentali, le chiese, i palazzi antichi ed i progetti dei grandi maestri dell’architettura contemporanea. Ma nella concezione dell’architetto c’è qualcosa di più della materia esibita: c’è un pensiero, un insieme d’idee che regolano il mondo, sia nel suo apparente ordine che nel suo apparente disordine. Tutto ciò che ci circonda è architettura, una strada, una piazza, un edificio, una città, un albero, un bosco. Come tutte le cose della vita l’architettura si lascia attraversare dalle energie dell’universo ed attraverso il nostro sguardo e la nostra maniera di viverla, essa acquista un proprio valore. Scrive Le Corbusier: “L’architetto, organizzando le forme, realizza un ordine che è pura creazione della sua mente; attraverso le forme, colpisce con intensità i sensi, e, provocando emozioni plastiche attraverso i rapporti che egli crea, risveglia in noi risonanze profonde, ci dà la misura di un ordine partecipe dell’ordinamento universale, determina movimenti diversi del nostro spirito e del nostro cuore; è qui che avvertiamo la bellezza.” (Le Corbusier –“Verso una architettura”). Nel lavoro che qui presentiamo abbiamo raccolto una serie di immagini con lo scopo di non raccontare delle architetture ma semplicemente di rappresentare le emozioni che hanno guidato il cammino del nostro atelier creativo. Attraverso la presentazione dei seguenti lavori abbiamo cercato di smaterializzare le forme annullando la cosidetta terza dimensione, per lasciare spazio ad un’architettura fatta solamente di ambienti, di oggetti, di masse e cose tangibili. Si è cercato di lasciare solo la parte immateriale, l’idea, il pensiero, quel soffio d’aria che muove le foglie di una betulla e le trasforma in una miriade di specchietti che riflettono la luce del sole. La luce che rende magica qualsiasi cosa essa incontri. ARCHITETTURA COME ASTRAZIONE è un percorso immaginifico per chi desidera abbandonarsi ad una diversa dimensione del reale, per chi osservando le cose di tutti i giorni riesce a percepire le loro ombre e le loro luci, le modulazioni morfologiche e le variazioni strutturali. Non siamo abituati ad osservare gli oggetti comuni di design come il risultato materiale di un pensiero. Abbiamo mai notato di quante curve è composta la maniglia della camera che quotidianamente utilizziamo? Siamo abituati a “sentirla” sulla nostra pelle? La sensazione che ci suscita toccandola è lieve e delicata o avvertiamo delle asperità che rendono non piacevole questo consueto atto giornaliero? Il mondo che appare davanti ai nostri occhi è fatto di linee, forme e colori. Rapporti spaziali di diversa proporzione ed ordine. Ogni immagine che “fotografiamo” ci trasmette degli impulsi che stimolando il sistema nervoso influenzano il nostro stato d’animo. E con l’idea e il desiderio di coinvolgere le persone nel “nostro” viaggio immaginifico che ci accompagna tutti i giorni, proponiamo una serie di fotografie che riproducono luoghi di vita quotidiana attraverso “l’obiettivo” delle nostre emozioni.

Testo di presentazione della mostra "ARCHITETTURA COME ASTRAZIONE, personale sui lavori dell'arch. Stefano Abbadessa Mercanti. Casa Sangallo Via Giulia Roma, 2007.